Wednesday 14 January 2026 - 11:06
La Repubblica Islamica dell’Iran è un deposito divino, a noi affidato, che speriamo di poter consegnare al suo autentico padrone, l’Imam Mahdi

L’Ayatollah Javadi Amoli ha sottolineato: “La Repubblica Islamica dell’Iran è un deposito divino che, per ora, è stato affidato a noi; spero che rimanga protetta fino alla manifestazione dell’Imam Mahdi e che possiamo consegnarla a lui, suo autentico padrone”.

Agenzia Hawzah News – L’Ayatollah Javadi Amoli, martedì 23 Dey 1404 (13 gennaio 2026), nella sua lezione di fiqh avanzato, ricordando che la Repubblica Islamica dell’Iran è un deposito divino a noi affidato, ha affermato: “Spero che possiamo consegnare questo deposito divino, che per ora è nelle nostre mani, al suo autentico padrone, l’Imam Mahdi”.

Egli ha aggiunto: “Il venerabile Padrone dell’Epoca (che Iddio ne affretti la manifestazione) è in stato di occultazione, ma questo non significa che egli non esista, o sia nei cieli o in un altro mondo, significa piuttosto che noi non lo vediamo ma lui è presente tra di noi ed osserva tutte le nostre azioni, quindi non bisogna comportarsi in modo da farlo preoccupare e rimanere così privati delle sue preghiere. Spero che questa Repubblica Islamica rimanga protetta fino alla manifestazione di quel venerabile Imam”.

Questa eminente autorità religiosa, sottolineando che il dovere del “sistema dell’Imamato e della Umma” è eliminare la jāhiliyya, ha spiegato: “La missione del seminario e dell’università è eliminare il jahl, e quella delle husayniyya e dei gruppi rituali religiosi è eliminare la jihāla. La missione principale del ‘sistema dell’Imamato e della Umma’ non è eliminare il jahl e la jihāla, sì, è necessario farlo, ma non è sufficiente; il dovere fondamentale di questo sistema è più grande di quello della formazione di dotti e sapienti e della purificazione morale della società; il dovere principale del ‘sistema dell’Imamato e della Umma’ è eliminare la jāhiliyya”.

Egli ha spiegato: “Nel sistema etico o sociale se qualcuno commette un peccato, noi diciamo di non fare il nome del peccatore e non sparlare di lui; ma la fatwa del grande faqih, il compianto Akhund Khorasani, è che se qualcuno si è macchiato di corruzione, appropriazione indebita, è dovere del Governo renderne pubblico il nome; queste persone devono essere denunciate pubblicamente. Ci vuole coraggio a emettere queste fatwa, non è da tutti emettere simili fatwa”.

L’Ayatollah Javadi Amoli, esponendo le preoccupazioni sociali del venerabile Principe dei Credenti Ali (pace su di lui), ha aggiunto: “Una delle luminose sentenze del venerabile Ali è:

مَا ضَرَبَ اللهُ الْعباد بِسُوطٍ أَوْجَعُ مِنَ الْفَقْرِ

‘Dio non colpisce i [Suoi] servi con flagello più doloroso della povertà’

Il fatto che purtroppo talvolta alcuni si tolgono la vita, è proprio per questo. Se la società viene colpita dalla povertà, se in un paese come questo, con tutti i doni e le risorse naturali che possiede, viene ancora imposta la povertà ad alcuni, la colpa è di questi corruttori, che si appropriano indebitamente dei beni della gente. Fu proprio per questo motivo che il compianto Akhund Khorasani pubblicò la sua fatwa che obbligava il Governo a denunciare pubblicamente i corruttori”.

Egli, accennando agli eventi dei giorni scorsi, ha affermato: «Alcuni di questi eventi sono jāhiliyya, non jahl. In questi casi il seminario e l’università non sono in grado di impedirli, anche se devono comunque aiutare; è piuttosto dovere dei nostri forti militari e dei nostri cari fratelli delle forze di sicurezza impedire questi atti criminosi, ed è quello che stanno facendo. Se dietro le quinte gli Stati Uniti e Israele li fomentano mettendo in disordine la società, sappiano anche che noi siamo figli di Abramo, l’Intimo di Allah ﷻ, che godeva di completa sicurezza e che la invocò anche per gli altri e per la società:

وَإِذْ قَالَ إِبْرَاهِیمُ رَبِّ اجْعَلْ هَٰذَا بَلَدًا آمِنًا

“E quando Abramo disse: ‘Signore, rendi questa terra sicura’”»

L’Ayatollah Javadi Amoli ha ribadito poi questo importante punto: «Dobbiamo essere riconoscenti a Dio per averci dato una tale reputazione e un tale rispetto da considerarci liberi e nobili figli di Abramo e, come lui, Suoi intimi amici:

مِلَّةَ أَبِیکُمْ إِبْرَاهِیمَ

“[Seguite] la religione di vostro padre Abramo”

Dobbiamo apprezzare il nostro valore e proteggere questa nostra preziosa reputazione».

L’Ayatollah Javadi Amoli ha infine affermato: “Ci hanno detto che voi siete figli di questo grande e nobile Profeta, e questo non è cosa da poco; quindi se l’Iran islamico è figlio di Abramo, l’Intimo di Allah ﷻ, se è figlio di Ali, di Husayn e dei suoi puri figli (pace su di loro), allora la nostra sicurezza è garantita, e possiamo così rendere sicuro questo Paese. Gli uomini e le donne dell’Iran sono grandi uomini e grandi donne che, in barba agli Stati Uniti e a Israele, garantiranno nel miglior modo questa sicurezza”.

A cura di Mostafa Milani Amin

Tags

Your Comment

You are replying to: .
captcha